Quarta storia semplice:

Souq (Mercati)

In ogni Souq in Oman tutti gli odori sono annullati dall’incontrastato dominio dell’incenso, che ti avvolge, come un pacco regalo la gelosa custodia della sorpresa, e ti stordisce, insieme al brusio incessante della folla che sembra il rumore di sottofondo di un vecchio giradischi, costante, anche quando la musica si alza. Mi sento un’ape che stenta a volare in questo alveare gigante e mi imbatto non per caso nell’abisso del suo sguardo, lì, seduto e sornione come un rettile al sole, fermo, come se mi aspettasse da anni. Quanto costa un pacco di datteri? “un Real” mi risponde in fretta, forse non ne vendeva chissà da quanto tempo. Ne prendo due…posso fare delle foto alla tua roba? Annuisce solo con un cenno del capo. Mi accingo a dargli due Real per i datteri… “no, solo un Real, un pacco te lo regalo insieme alla mia anima che hai catturato con quella macchina. Questi occhi sono due cunicoli stretti e bui che tu hai illuminato con la torcia del tuo spirito, percorrendoli fino al confine con l’eternità”. Frastornato da queste parole non riesco a fare in tempo a riprendermi che subito, come la replica di un terremoto, più forte e devastante della prima scossa, riprende: “Mia moglie giace nell’intimità del sonno eterno da molti anni, adesso io custodisco la sua memoria ma quando presto la raggiungerò la memoria di entrambi sarà perduta nel segreto della terra. Conserva questa immagine affinché resti un ricordo di me che possa far vivere anche lei”.

 

Muscat, Mutrah souq, 12-05-2017 - Antonio Spadaro

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