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Aspettando a Maschira, carnevale Cattafese tramandato dalla storia


A Màschira è la rievocazione di fatti storici realmente accaduti nel nostro territorio presumibilmente nell’anno 1544. A quell’epoca un’orda di pirati imboccarono la strada della “Cucugghiata” diretti al castello di Santa Lucia del Mela, ma ebbero la sventura di incappare negli abitanti del vecchio casale di Cattafi, che, armati rudimentalmente con attrezzi da contadini quali erano, non diedero scampo agli invasori. Felici per il trionfo gli “Scacciuni” spogliarono dei loro vestiti i nemici vinti e si misero a ballare trionfanti per le strade, così da allora, ogni anno nel periodo di carnevale, queste pittoresche figure tornano a prendersi la scena popolare ballando al ritmo di tarantella e mostrando orgogliosi i loro “nerbi” a difesa della Fioraia, simbolo di gioventù e bellezza, che sfila sempre controllata a vista dal “Caposcacciuni”, unico ad avere il privilegio di ballare con lei. Seguendo il “Capomaschira” si muovono le coppie formate da “Cavaleri” e “Dami” (uomini travestiti da donna in carenza di vere donne alle quali, all’epoca, non era concesso di mischiarsi agli uomini durante i balli), i “Musicanti”, i “Ciusciacanigghia”, i “Buffuna” e i “Spazzini” che spazzano la strada annunciando l’arrivo della “Maschira”. A cornice di tutto le instancabili “Fimmini” con i loro particolarissimi vestiti cuciti a mano e la “Maschiredda”, o “Scacciuneddi”, simbolo di speranza e proiezione verso un futuro che continui a conservare le tradizioni del passato. Chiude la sfilata il “Corteo Storico” con a capo il Barone Balsamo che, con i suoi soldati, accorse in aiuto agli eroici contadini di Cattafi, riuscendo ad avere la meglio sui Saraceni e cominciando quello scherno che ancora oggi, dopo 475 anni, rievoca i fatti di quello straordinario evento.


" U Scacciuni"








“Afferra il tempo e non farlo scappare perchè ogni cosa dura il preciso istante di uno scatto.”














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